Nel deserto di Atacama per studiare i “terremoti fossili” .@IlBoLive

È trascorsa solo qualche settimana dall’ultima missione in Cile, nel deserto di Atacama. Nove persone in tutto, provenienti oltre che dall’università di Padova, dall’University College of London e da università cilene. Obiettivo: studiare le faglie che producevano terremoti circa 120-130 milioni di anni fa, con particolare attenzione verso la Bolfin. Dato che non si possiedono, infatti, mezzi o strumenti per vedere una grande faglia che produce terremoti, poiché si trova in profondità, sorge l’esigenza di studiare i “terremoti fossili” che permettono di osservare in superficie queste strutture profonde.
Nel deserto di Atacama esiste un sistema di faglie lungo fino a 1.000 chilometri che si possono vedere in tutto il loro splendore. Cosa che non è possibile, invece, in Italia dove le faglie espongono solo le parti più superficiali. Ci siamo spostati…
Da @IlBoLive di di Giulio Di Toro – 29.03.2019

Si parla di: Atacama, Cile, deserto, archeologia, geologia, terremoti, geofisica, faglie, monitoraggio luoghi, controllo del territorio
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ITALDRON ad INTERGEO 2018 con droni e payload per la geomatica .@Quadricottero

Le novità ITALDRON ad INTERGEO 2018.
Ha preso il via (…) a Francoforte INTERGEO: la fiera espositiva con conferenze tematiche dedicata alla geodesia, geoinformazione e gestione del territorio. Anche quest’anno non poteva mancare ITALDRON che, dopo aver inaugurato la nuova sede di Ravenna, si è recata in Germania per esporre le sue soluzioni drone e payload dedicate alla geomatica.
In questa edizione i droni ad Intergeo non sono più dislocati in settori separati ma sono esposti negli stessi ambienti in cui si trovano gli strumenti più tradizionali utilizzati per la geomatica, segno che questi mezzi volanti farciti di payload specializzato stanno diventando …
Da @Quadricottero di Danilo Scarato – 16.10.2018
Si parla di: geologia, geomatica, rilievi, aerofotogrammetria, rilievi aerei, droni RTK, Italdron

Le “rughe” dell’Etna ricostruite in 3D con un #drone .@lasiciliait

Fotografata la colata lavica del 1974 sul fianco ovest. Lo studio compiuto dai ricercatori dell’Ingv in collaborazione con i francesi dell’Università Blaise Pascal di Clermont Ferrand aggiorna le topografia del Vulcano
CATANIA – Le “rughe” disegnate sul fianco occidentale dell’Etna dalla colata lavica del 1974 sono state ricostruite in 3D grazie alle foto scattate da un drone. Il modello digitale del campo lavico, ottenuto in alta definizione, aggiorna così la topografia del vulcano, fornendo preziose informazioni per la previsione di pericolosi fenomeni come le colate di lava e i flussi piroclastici. Il risultato è pubblicato sulla rivista Bulletin of Volcanology dai ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in collaborazione con i francesi …
Da @lasiciliait – 08.05.2018
Si parla di: Università Blaise Pascal, Clermont Ferrand, geologia, mappatura 3D, aerofotogrammetria, telerilevamento, Stucture from Motion, SfM, sicilia, vulcano, vulcanologia, etna

Un #drone porta alla luce la prima Selinunte .@GDS_it

Un drone porta alla luce la prima Selinunte

CASTELVETRANO. Niente più misteri per Selinunte. Grazie alla moderna tecnologia finalmente si potrà leggere nel primo sottosuolo dell’acropoli rilevando cosi la presenza e la composizione degli antichi edifici. I geormofologi dell’università di Camerino con delle sofisticate apparecchiature ed in particolare con delle termo – camere in grado di rilevare la presenza di manufatti, sino ad una certa profondità, grazie alla differenza di temperatura tra gli stessi e il terreno che li ricopre, sono riusciti a ritrovare e ricostruire in 3D gli …

Da @GDS_it di Francesca Capizzi— 30 Dicembre 2017

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Si parla di: archeologia, geologia, siti archeologici, selinunte, sicilia, mappatura territorio, monitoraggio, rilievi 3D, telerilevamento da drone, geormofologi, università di Camerino

BAcIO 2017 a Stromboli: osservate le modificazioni morfologiche avvenute nell’area dei crateri del vulcano eoliano [FOTO e VIDEO] .@MeteoWeb_eu

BAcIO 2017 a Stromboli: osservate le modificazioni morfologiche avvenute nell’area dei crateri del vulcano eoliano

L’incremento dell’attività eruttiva osservata nelle ultime settimane sul vulcano Stromboli, culminata lo scorso primo dicembre con una esplosione maggiore, evidenzia la necessità di migliorare la comprensione delle eruzioni esplosive stromboliane e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio dei vulcani attivi. Con questo obiettivo si è svolto anche quest’anno l’esperimento multiparametrico Broadband ACquisition and Imaging Operation – BAcIO 2017, organizzato a Stromboli dal Laboratorio Alte Pressioni Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali (HPHT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Tra le attività svolte, sono state osservate le modificazioni morfologiche avvenute nell’area dei crateri del vulcano eoliano, a distanza di un anno dal precedente esperimento, l’attività vulcanica alle bocche attive e le dimensioni delle stesse (Foto 1).

Come nelle precedenti edizioni l’esperimento, coordinato dal vulcanologo INGV, Jacopo Taddeucci, ha visto la partecipazione di circa 30 ricercatori italiani e…

Da @MeteoWeb_eu di Filomena Fotia 5 dicembre 2017

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I #droni #DJI studiano l’ #eruzione dell’ #Etna

@DronEzine I droni DJI studiano l’eruzione dell’Etna

I droni DJI sono stati usati da una spedizione scientifica sul monte Etna, effettuata dall’università tedesca di Minz e guidata dal vulcanologo Prof. Jonathan Castro, allo scopo di studiare le eruzioni del vulcano sicilano da una prospettiva completamente nuova.

Le macchine usate dalla spedizione erano DJI Inspire 1 equipaggiato con la camera termica Zenmuse XT per misurare la temperatura dei gas che fuoriuscivano dai crateri e Matrice 600 pro con una sonda per analizzarne la composizione chimica.

“Con migliaia di persone che vivono nell’area del vulcano abbiamo il dovere di capire meglio i comportamenti della montagna” spiega il professor Castro

Da @DronEzine – 21.08.2017

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Ecuador | Drone scopre un’area archeologica risalente all’impero preincaico di Tiwanaku

@archeomatica #Tecnologie #aerofotogrammetriche portano alla #scoperta di una sconosciuta #area #archeologica nell’ #impero #preincaico di #Tiwanaku

Sensazionali scoperte sono state realizzate attraverso il volo di un drone operato dall’ufficio Unesco di Quito in Ecuador, in una area archeologica in corso di protezione. Tiwanaku, in Bolivia, uno dei punti nevralgici delle rotte degli Inca e ancora oggi sito spirituale per la cultura Aymara, ove si festeggia il capodanno aymara (nel 2017 = 5525) facendosi lambire dai raggi del Sole che all’alba del 21 giugno attraversano la famosa Puerta del Sol, trasportando una mitica energia.

Il progetto di conservazione del sito e della famosa Piramide di Akapana, ha incluso…

Da @archeomatica di Renzo Carlucci – 25.06.2017

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Il supervulcano dei Campi Flegrei monitorato dai droni

@DronEzine @FLYTOP_ I #droni controllano il #supervulcano dei Campi Flegrei

Tra i molteplici campi di applicazione dei SAPR occupa un posto di primissimo piano il monitoraggio ambientale finalizzato alla prevenzione del rischio. Anche di quello vulcanologico.

Il telerilevamento attraverso gli APR, appositamente equipaggiati con termocamere e sensori ad hoc, consente la produzione e la successiva elaborazione di dati che sono a supporto dell’attività di studio geofisico e, al contempo, garantisce una maggiore sicurezza per i professionisti che svolgono ispezioni di aree impervie o di siti ad alta pericolosità.

Perseguendo questa finalità di ricerca, la Sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (OV-INGV) – nell’ambito del progetto S.I.S.TE.M.A. (Potenziamento di monitoraggio vulcanico dei Campi Flegrei per variazione dei livelli di allerta da base ad attenzione) finanziato dalla Regione Campania a valere su fondi POR FESR 2007/2013 –ha acquisito due APR multirotore modello FlyBit realizzati da FlyTop, equipaggiati sia con …

Da @DronEzine  di Enrica Marotta, ricercatrice dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) – 31.05.2017

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Scicli: i droni per salvare la “Mannara” del commissario Montalbano

@repubblica #sifet #droni per salvare la “cattedrale sul mare” di #Scicli. La Fornace Penna è protagonista di un esperimento pilota voluto dalla Soprintendenza di Ragusa con la Società italiana di fotogrammetria e topografia (Sifet) per monitorare la struttura a rischio crollo da decenni e da un anno sotto sequestro dai Carabinieri del nucleo patrimonio artistico proprio per le sue condizioni di degrado e il mancato intervento da parte dei suoi proprietari.

La Fornace Penna – la “Mannara” del commissario Montalbano nella fiction di Raiuno – è uno dei simboli dell’archeologia industriale siciliana e protagonista dal 2004 di una telenovela che vede in scena i 35 eredi del barone Penna, proprietari della struttura, e gli enti pubblici di Ragusa con la Soprintendenza iblea in testa.

Ed è proprio la proprietà privata del monumento a non aver consentito in questi anni alla Soprintendenza di intervenire per metterlo in sicurezza facendo così scaturire l’intervento della Procura…

Da @repubblica di Isabella Di Bartolo – 14.05.2017

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